lunedì 27 gennaio 2014

Maisie Dobbs, di Jacqueline Winspear

«Oh, aspetta… Posso avere una copia, caro?» chiese una voce fluida come una cucchiaiata di melassa.Lo strillone alzò lentamente lo sguardo e incontrò due occhi colore delle notti d’estate, così intensi da sembrare molto più scuri del blu. Lei gli mostrò i soldi.«Certo, Miss, ecco qua. Freschino stamane, eh?»Lei sorrise, e mentre prendeva il giornale rispose: «Solo? Io direi che fa un freddo boia. Ti conviene andarti a bere un cicchetto. E in fretta».
Mai come oggi frase fu più vera! Dopo un fine settimana piacevole e soleggiato, ecco il freddo pungente dell’inverno tornare alla carica e far presagire possibili nevicate. Questo non può che portare a un’unica soluzione: rimanere al caldo nelle proprie case e leggere, possibilmente sotto una morbida coperta sul divano.
Il libro di oggi, “Maisie Dobbs” di Jacqueline Winspear, sottotitolo “Investigatrice privata nella Londra degli anni Trenta”, dà il via a una serie di romanzi gialli pubblicati negli Stati Uniti con protagonista un’investigatrice privata molto particolare e ambientati nell’immediato primo dopoguerra, quando il difficile conflitto ha minato l’animo di milioni di persone e il loro ritorno a casa, e a una condizione di normalità, si trasforma in un’impresa al di sopra delle proprie possibilità per molti di loro.

lunedì 13 gennaio 2014

Due nuovi ebook per ricordare la Shoah

Buondì a tutti gli appassionati lettori,
tra non molto (il 27 gennaio) ricorrerà la Giornata della Memoria, una data molto importante per non dimenticare tremendi fatti storici e impedire ai negazionisti di avere la meglio sulle future generazioni. La letteratura ha sempre svolto un ruolo fondamentale in questo campo, tramandando verità e ricordi, fornendo un mezzo di divulgazione sulle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, basti pensare a libri celebri come “Se questo è un uomo” di Primo Levi e “Il diario di Anna Frank”. Ma anche nuove generazioni di scrittori ci tengono a sottolineare l’importanza di conservare e trasmettere il ricordo di fatti avvenuti più di quaranta anni prima della loro nascita e continuare il difficile compito di mantenerli vivi nella memoria di tutti. È questo il caso di due giovani autrici indipendenti che in occasione del 27 gennaio pubblicheranno i loro primi romanzi, sul tema della Shoah, realizzati dopo aver raccolto varie testimonianze e narrati attraverso gli occhi di due ragazzine molto diverse sia per origine sia per nazionalità: “Quando dal cielo cadevano le stelle” di Sofia Domino“La mia amica ebrea” di Rebecca DominoA entrambe le giovani autrici ho chiesto, inoltre, di scrivere in poche righe il loro messaggio ai lettori, cosa vorrebbero comunicare attraverso le loro opere.

venerdì 10 gennaio 2014

06# Letture da ragazzi

Percy Jackson & gli dei dell’Olimpo – La maledizione del titano

Buon Anno a tutti (anche se un po' in ritardo)! Ecco a voi il terzo capitolo della saga per ragazzi recensita gentilmente da Daniele per noi. Buona lettura.
Poi Artemide scivolò via, e sostenni il fardello da solo. In seguito, provai molte volte a spiegare che effetto facesse. Ma era indescrivibile.Ogni muscolo del mio corpo andò in fiamme. Mi sentivo sciogliere le ossa. Avrei voluto gridare, ma non avevo la forza di aprire la bocca. Cominciai ad affondare, sempre più giù, nel terreno, sotto il cielo che mi schiacciava.
La saga di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo si arricchisce di una terza avventura, all’insegna dell’azione e dei preparativi per la guerra contro Crono. Le truppe dei titani infoltiscono i ranghi, mentre per i mezzosangue sono in arrivo momenti difficili.

Durante un freddo inverno Percy, Annabeth e Talia devono infiltrarsi in una scuola per recuperare due mezzosangue, i fratelli Nico e Bianca Di Angelo. Il terzetto, però, finisce per scontrarsi con il direttore della scuola, che in realtà è una manticora al servizio di Crono. Nel corso della battaglia i semidei sembrano avere la peggio, ma grazie all’intervento della dea Artemide e delle sue cacciatrici –guerriere mezzosangue che hanno giurato fedeltà alla dea della caccia – riescono a spuntarla, ma solo pagando un carissimo prezzo: Annabeth, infatti, viene rapita dal mostro. Percy e Talia, assieme ai fratelli appena ritrovati e al gruppo delle cacciatrici – capitanato dalla severa Zoe –, devono fare ritorno al Campo Mezzosangue ( a bordo del carro del Sole di Apollo!) e raccontare a Dionisio e Chirone l’accaduto; nel frattempo, Zoe ha delle premonizioni che le mostrano Artemide in difficoltà. Grazie all’intervento dell’Oracolo, viene decisa una spedizione per rintracciare Artemide: Zoe, Talia, Bianca di Angelo e il satiro Grover decidono di partire.

Amareggiato per non poter partecipare all’impresa e scoprire di più sulle sorti dell’amica Annabeth, Percy Jackson non riesce a dormire sonni tranquilli: una notte il pegaso Blackjack lo invita a seguirlo nelle profondità marine per liberare un animale mitologico che era rimasto intrappolato da un relitto: un Ofiotauro. Liberato l’animale, Percy decide di seguire le tracce degli amici, che lo conducono fino al museo Smithsonian: qui apprende che alla guida delle truppe di Crono, in procinto di risvegliarsi, non c’è soltanto Luke, il figlio ribelle di Ermes, ma anche un nemico antico che si fa chiamare “Il Generale”. Al museo, il gruppo ingaggia un combattimento con il leone Nemeo, dotato di una pelle impenetrabile: i cinque, ricorrendo all’ingegno e alle loro doti combattive, riescono a sconfiggere la fiera, ma devono dirigersi ad Ovest per riprendere la pista che li condurrà da Artemide. Nel corso del viaggio dovranno vedersela con degli zombie mandatigli contro dal Generale, con il furioso Cinghiale di Erimanto e con un gigante di metallo, che mieterà una vittima tra i componenti del gruppo. Percy comprende il nesso che lega l’Ofiotauro al risveglio di Crono e decide di lasciare all’amico Grover il compito di portare l’animale sull’Olimpo. L’avventura porterà i quattro superstiti sul monte Otri, la dimora mitologica dei titani, che si sta ricostituendo sul monte Tamalpais, nei pressi di San Francisco. 

Qui si consuma la battaglia finale tra gli eroi e le truppe dei titani, capeggiate da Atlante, che ha imposto ad Artemide la sua maledizione. Percy si ricongiunge con l’amica Annabeth, mentre Talia fronteggia l’ex compagno Luke; ma lo scontro esigerà più di un tributo. E a guerra terminata, gli dei dell’Olimpo devono prendere una decisione di cruciale importanza per i mezzosangue: condannarli a morte o lasciarli vivere.

Questo terzo capitolo della saga infittisce la trama e aggiunge elementi di novità interessanti, con il collaudato colpo di scena finale. I riferimenti alle creature mitologiche si fanno più fitti e in questo volume gli eroi incontrano le ninfe Esperidi, il drago a cento teste Ladone, posto a protezione dei pomi d’oro dell’immortalità, e la letale manticora. Il pantheon degli dei olimpici si presenta al completo, e Percy fa la conoscenza dell’avvenente Afrodite, ma nel corso del libro non mancano i riferimenti alle divinità preolimpiche, come la divinità marina Nereo.

La narrazione sembra più rapida e scarna rispetto ai precedenti capitoli della saga e le scene descrittive sono sacrificate in favore di un coinvolgimento totale del lettore nell’azione; purtroppo si sente la mancanza di descrizioni più approfondite, specialmente per i miti meno noti e più interessanti (come il drago Ladone, che secondo il mito ha cento teste di serpente), mentre alcune sequenze appaiono soltanto abbozzate: l’attesissima battaglia finale si consuma in appena una manciata di pagine e si sente la mancanza della curiosità iniziale che caratterizzava il protagonista nel primo volume. Ma, nonostante queste piccole pecche, "La maledizione del titano" si inserisce perfettamente nel solco delle precedenti narrazioni, traghettando la saga in una direzione caratterizzata da una maggiore azione, e Rick Riordan tiene i suoi giovani lettori con il fiato sospeso ancora una volta in attesa di un nuovo capitolo.

(recensione di Daniele)

martedì 10 dicembre 2013

Poesia, narrativa e arte in genere per due appuntamenti all’insegna della letteratura.

Buondì a tutti,
oggi vi segnalo due eventi molto interessanti dedicati alla poesia e alla narrativa italiana.

Il primo si terrà domani, mercoledì 11 dicembre 2013, al foyer de La Claque di Genova (ore 19.30) e vedrà protagonisti la casa editrice Matisklo Edizioni e le sue pubblicazioni digitali. L’appuntamento s’intitola, infatti, “Matisklo Edizioni fra la poesia accademica e l’underground” e si svolgerà in occasione de La Giostra dei poeti.
Durante la serata, gli autori della neonata casa editrice presenteranno le loro opere leggendone alcuni brani al pubblico. Per gli appassionati di poesia interverranno: Francesco Macciò e il suo “Sotto notti altissime di stelle”, opera pubblicata nel 2003 da Agorà Edizioni e oggi introvabile se non nel formato digitale, con una nuova introduzione del poeta Mirko Servetti in aggiunta alla prefazione originale scritta da Luigi Surdich; e Carlo Molinare, autore di “Le cose stesse”, una raccolta di testi scritti fra il 2011 e il 2013 accumunati da due temi dominanti, Eros e Thanatos, affrontati con stile scherzoso ma con profonde riflessioni.

Durante la serata sfileranno, inoltre, autori quali: Roberto Marzano con “L’ultimo tortellino e altre storie”, Laura Salvai con “Per un’ora di nuoto” e Francesco Vico con “Perle di saggezza di uno scarabeo stercorario”.

Come già vi annunciavo, gli appuntamenti sono due e il secondo è previsto per sabato 14 dicembre (ore 21.00) al Centro Polivalente C. e N. Rosselli di Pietra Ligure.
La serata, dal titolo “I ragazzi non vogliono smettere – troppo giovani per contare qualcosa, troppo vecchi per essere giovani”, è realizzata dalla collaborazione fra Matisklo Edizioni, l’Associazione Culturale Officine Creative e lo Yepp.


L’evento darà voce a chi si trova nel mezzo tra la giovinezza e la maturità con un susseguirsi di avvenimenti tra letture e proiezioni.
A dare il via saranno i ragazzi dello Yepp con una lettura pubblica; seguirà la presentazione de “I ragazzi non vogliono smettere”, antologia che dà il titolo alla serata, realizzata dal collettivo Nucleo Negazioni; e interverranno anche il cantautore Zibba e gli autori Roberto Marzano e Mirko Servetti.
Il ricco carnet prevede anche la presentazione delle opere di Armando D’Amaro, Vera Bonaccini e Paolo Zanelli; la proiezione del documentario “Lettere da Bucarest” di Sandro Bozzolo e la performance “Poached Eggs” del Laboratorio teatrale Arlequine.

Ma non è finita qui, per un perfetto incontro tra letteratura, teatro, musica e pittura, durante la serata saranno esposte le opere di vari artisti e Roberto Oliva Avilo presenterà il suo “Foto in Cuornice – esperimento di fotografia sociale”.

Insomma, due serate che si preannunciano ricche e interessanti per tutti coloro si sentano affamati di cultura. Per maggiori informazioni vi invito a visitare questo sito.

lunedì 2 dicembre 2013

Ex mogli, tempeste e tortellini

Ciao a tutti!
Lo so, come al solito ho lasciato passare troppo tempo dall’ultimo post. Che ci volete fare? Mentre fuori le temperature si abbassano e l’inverno avanza, io devo costringermi a un notevole sforzo di volontà per ricordarmi che non sono un orso pronto per il letargo e che devo uscire dal tepore della mia coperta con le maniche.
Durante questo lungo periodo di assenza, mi sono dedicata alla lettura di due libri e un e-book: “Il club delle Ex Mogli” di Olivia Goldsmith, “Cime tempestose” di Emily Brontë e “L’ultimo tortellino” di Roberto Marzano.

Il primo titolo è stato ispirato dal ricordo del film visto molti anni fa (decenni!), dove una pungente Bette Midler e una divertente Goldie Hawn imperversano sulla scena rendendola spiritosa e frizzante. Purtroppo, a mio avviso, il libro non ricrea quell'atmosfera ironica che anima il film, ma è disseminato da personaggi e situazioni un po’ troppo sottotono.

La trama: a New York, tre donne si ritrovano per il funerale di un’amica morta suicida a causa delle tragedie che hanno costellato la sua vita e del marito tiranno, violento ed egoista. Brenda, Elise e Annie, a poco a poco, realizzano che la loro situazione non è tanto differente: mariti che le abbandonano per donne più giovani, troppo occupati a compiacere se stessi e a fare carriera piuttosto che a dimostrare loro il minimo segno di apprezzamento.
Nel tentativo di riscattarsi, le tre amiche decidono di fondare il Club delle Ex Mogli e vendicarsi di tutti i torti subiti, oltre a farla pagare a Gil Griffin, il vedovo allegro complice delle scelleratezze dei vari mariti. Il piano è di affossare la vita lavorativa e sentimentale degli odiati ex, riscattandosi e riprendendo in mano la loro felicità e indipendenza.

martedì 15 ottobre 2013

I tre moschettieri, di Alexandre Dumas

Buongiorno a tutti gli appassionati lettori in cerca d'avventura,
oggi Daniele commenta per noi un libro che ben pochi non riusciranno ad amare e che appena dopo poche pagine è diventato uno dei miei romanzi preferiti!
Senza indugiare oltre vi lascio alla recensione de "I tre moschettieri" di Alexandre Dumas.
- Signore, - disse Athos lasciandolo, - voi non siete cortese. Si vede che venite da lontano.D’Artagnan aveva già percorso due o tre gradini, ma all’osservazione di Athos si fermò di colpo.- Perdio, signore, - disse. - Per quanto venga di lontano, non sarete voi, vi avverto, a farmi lezione di belle maniere.- Chissà, - fece Athos.
"I tre moschettieri" è uno dei grandi classici della letteratura che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato lettore. Pubblicato nel 1844 in Francia come fuilletton, viene spesso confuso con un romanzo per ragazzi, sminuendone così il valore letterario. Il pretesto narrativo per scrivere questo romanzo sono le Memorie del capitano dei moschettieri D’Artagnan, personaggio storico che fu al comando dei moschettieri del Re Sole, alle quali Dumas sostiene di essersi ispirato nella Prefazione del libro.

venerdì 11 ottobre 2013

Di scarabei e di farfalle

«Il barista mi fece segno di avvicinarmi. Aveva un’espressione ironica e il suo volto ricordava quello di un famoso interprete di film dell’orrore. Mi offrì un bicchiere di vino e mi appuntò una gardenia all’occhiello.- Siamo lieti di averla tra noi – disse sottovoce. – La prego di accomodarsi, perché questa è la notte in cui ognuno dei presenti racconterà una storia.Mi sedetti, e ascoltai i racconti del bar sotto il mare».
(“Il bar sotto il mare”, di Stefano Benni)

Per alcuni potrebbe non centrare nulla la citazione riportata sopra con i racconti pubblicati da Matisklo Edizioni di cui parlerò tra poco, ma è il primo libro a cui ho pensato leggendo “Perle di saggezza di uno scarabeo stercorario” di Francesco Vico. Gli stili sono completamenti diversi, ma c’è un particolare piacere per il nonsense, e la freddura, che accomuna i due autori e i loro racconti.
La differenza sostanziale è che uno dei racconti di Benni può funzionare anche da solo, mentre le storie brevi di Francesco Vico sono come pezzi di un puzzle e per essere apprezzati e capiti devono essere letti uno di seguito all’altro. I singoli tasselli presi singolarmente dicono un po’ poco, ma composti a formare il quadro d’insieme creano un particolare stile che finisce per affascinare in qualche modo il lettore e strappargli, qualche volta, un sorriso.